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di Francesco Scotto

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Racconti : Racconto Contemporaneo di Sharon
Inviato da Sharon il 26/11/2008 10:36:41 (135 letture)

Pubblicato il primo racconto su www.vividiscrittura.it sull'integrazione giovanile da parte di Sharon

“Nico,Nicooooooooooo!!!!”

“mmmmmm,che c’è!”

“Sono le 7,alzati!”

“Ancora 2 minuti,mamma!”

“Alzati subito che se no perdi l’autobus!”

Ed ecco che inizia un’altra pallosissima giornata,sveglia di cattivo umore,colazione in fretta e via di corsa fino alla fermata dell’autobus senza più un filo di respiro.

Per  fortuna che nella precipitazione non ho dimenticato il mio lettore mp3 e il mio libro preferito.

Adesso mi sparo Bleach dei Nirvana e vedo a che punto è arrivato il mio amico  protagonista del libro  Mark Renton che con la sua combriccola di amici folli ne combina di tutti colori.

Stamattina fa un freddo cane e come al solito questi autobus-catorci che ci mandano, hanno i riscaldamenti fuori uso e i vetri si sono appannati con i nostri fiati di diciassettenni brufolosi e  dagli ormoni impazziti.

Oggi a scuola abbiamo il compito in classe di storia dell’arte,non è che abbia studiato parecchio ma  ho un debole per questa materia e quindi spero di cavarmela decentemente.

Siamo quasi arrivati, alla prossima fermata devo scendere, faccio per alzarmi e mi sento catapultato a terra…..le risate e gli insulti riempiono quest’auto lurido,mi rialzo e girandomi incrocio lo sguardo con quel povero decerebrato di Gianluca che da quando ha scoperto l’esistenza di Fifty Cent crede di vivere  nel Bronx e di essere il capo di una di quelle bande che si fanno guerra a colpi di pistole e di rap, dimenticandosi però che qui non siamo in America,ma in un piccolo e insignificante paese di montagna dove in inverno ti vanno in cancrena le dita dei piedi per il freddo siberiano che fa.

“ Ah Nico!!!Te sei fatto male?? Ahahahahah!!”esclama Gianluca

“Ah Gianlù – afferma Claudio, uno degli adpeti della banda dei leccaculo del Fifty Cent nostrano – il povero e dolce  Nico si è fatto male ,devono esse stati tutti i pensieri alle mostre d’arte e ai romanzi d’amore che se legge che gli hanno fatto perde l’equilibrio ,ahahahahah!!!

Tanto t’ho ripreso col videofonino e mo il video lo mando in quel sito dove c’è la collezione di ebeti come te e di tante ragazzine che se non te la danno con le buone è facile prendersela comunque, tu ne sai qualcosa eh Gianlù! Ahahah!”

“Lo poi dì forte Clà!Ahahah!”

Di nuovo scoppio di risate e insulti,tutto questo perché io  non vado in giro con i cappelletti da baseball,le finte-capezze d’oro , i mega calzoni che te lasciano col culo di fuori e le nike da 150 €.

La vita di un adolescente può essere molto ingiusta a volte , ma io me ne frego, i loro insulti non mi toccano , non li sento, ho trovato un modo che mi fa alienare da questo povero e insulso mondo di ragazzini che in gruppo fanno i bulli,ma che la notte se fanno un incubo, corrono con la coda in mezzo alle gambe a farsi consolare da mammina.

Sento di essere uno spirito libero,che non si fa trasportare o condizionare da qualcuno solo perché quel qualcuno è uno scimmione che vuole comandare e farsi venerare da altri scimmioni come lui; non seguo dogmaticamente la moda o ascolto solo la musica house o il rap perché è la tendenza del momento e non mi rimbambisco in faccia al computer  per scoprire i nuovi video dove qualcuno viene picchiato o violentato solo perché i suoi aggressori non avevano meglio da fare perché troppo stupidi per trovarsi un hobby costruttivo per passare il tempo.

La mia vita, come quella di tanti altri , è questa, passata a combattere contro l’omologazione e l’ignoranza , ma sento che ce la sto facendo e che un giorno questi squallidi e bui periodi saranno solo un  brutto ricordo e la mia lotta sarà premiata,speriamo, da un’esistenza unica e particolare.

Pecco di presunzione secondo voi?

No, ho solo dato retta a un vecchio proverbio che mi ripeteva sempre mia nonna :

“Ricordati piccolo mio, il mondo è bello perché è vario, non preoccuparti di sentirti diverso dagli altri,perché la tua ricchezza sta proprio in questo!”.

Parole sante!

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Francesco Scotto
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